La locandiera
Progetto U.R.T. – Compagnia Jurij Ferrini
di Carlo Goldoni
con Ilenia Maccarrone,
Jurij Ferrini
regia Jurij Ferrini
Martedì 13 dicembre 2011
Turni A Politeama, Oro, Blu
Mercoledì 14 dicembre 2011
Turni B Politeama, Argento, Verde
Un classico intramontabile come La locandiera di Goldoni è allestito da Jurij Ferrini, in una versione innovativa: il palco è libero da orpelli scenografici e la lingua è asciugata da vezzi e manierismi. Lo spettacolo risulta particolarmente comico, perché l’azione drammaturgica si concentra sulla potenza del linguaggio e del testo accentuandone il potenziale esilarante e coinvolgendo gli interpreti oltre al medesimo regista.
«L’opera è uno degli indiscutibili capolavori goldoniani e a noi offre un canovaccio in lingua italiana, in una lingua particolare, ricca, calda, vitale, piena di sapore e spesso estremamente elegante. In questo senso, il nostro lavoro – che tenta di essere equidistante dall’italiano disinvolto e annacquato che la televisione ci propina e da ogni manierismo teatrale – ritrova un materiale ricco di spunti comici e di improvvise virate ritmiche, di altalene melodiche e movimenti rapidi. Un gioiello.»
ha spiegato Jurij Ferrini. Al centro della storia c’è l’eterna questione del rapporto uomo-donna, tra Miradolina e il cavaliere di Ripafratta, scandito dalla seduzione e dalla passione, ma sotto l’apparente tono scherzoso, si nasconde molto di più. Il personaggio di Mirandolina è la chiave che scardina certezze e luoghi comuni, nascondendo sotto l’apparente giovialità un significato rivoluzionario. Mirandolina è una donna che basta a se stessa, che sa farsi rispettare in un mondo di uomini e che usa le armi della seduzione con sagacia pratica. È calcolatrice e astuta, e quando nella locanda si presenta il cavaliere di Ripafratta, un uomo tutto d’un pezzo, misogino e severo, lei inizia a giocarci come il gatto con il topo, con una vena comica che non nasconde la crudeltà di fondo.
«Se si prende questo come un gioco spensierato, si può ritenere si tratti di una questione di orgoglio, ma la passione amorosa è nella vita una faccenda molto seria e, prendendo alla lettera le vampate di desiderio del cavaliere per la provocatoria sensualità della locandiera, si può immaginare quale emozione violenta si muova nel suo petto e nel suo ventre» ha voglia di chirire ancora Jurij Ferrini.
- dalla scheda di presentazione della Compagnia
«Divertentissimo nel testo e nella messa in scena, con attori e attrici bravissimi, è uno spettacolo leggero ma mai superficiale, che riadatta un classico riattualizzando le eleganti invenzioni e passioni della cultura italiana del ‘700. Ferrini riprende Goldoni per ridare vita al diritto delle donne contro una cultura bigotta e oppressiva che fonda lo status sociale sulle relazioni obbligate dalle convenienze matrimoniali. La chiusa del testo però riporta nei ranghi le strategie e i sussulti rinnovando la solidità di una scelta per un futuro di stabile sicurezza».
Federico Bett
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