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Smetti di piangere Penelope!

Teatro del PopoloPeepArrow

di Christine Anglio,
Juliette Arnaud, Corinne Puget
con Tosca d’Aquino,
Roberta Lanfranchi,
Samuela Sardo
regia Massimo Romeo Piparo

Mercoledì 30 novembre 2011
Turni A Popolo, Oro, Rosso

Giovedì 1 dicembre 2011
Turni C Popolo+Politeama, Blu, Verde

Dopo lo strepitoso successo ottenuto a Parigi, dove è rimasto in scena per tre anni consecutivi con oltre 600 repliche all’attivo, arriva per la prima volta in Italia un fenomeno “tutto al femminile” della commedia brillante contemporanea. Smetti di piangere Penelope! porta sul palcoscenico uno dei temi più attuali dell’universo femminile: “Il mio orologio biologico ha deciso: io faccio un figlio, chi c’è … c’è!”
Tre ragazze che hanno già superato la soglia dei 30 anni, tre amiche – o, almeno, tali si  ritenevano … – tre compagne di giochi, tre colleghe di liceo, si ritrovano dopo un po’ di tempo per caso. Si confrontano/scontrano sul tema della gravidanza, si azzuffano sull’eros, si scoprono diverse ma sempre tremendamente uguali, si amano nella disperazione.
Francesca (D’Aquino), la più tosta delle tre, non ha concluso molto nella vita ma adesso ha una certezza: vuole un figlio! E infatti… Anna (Lanfranchi), il figlio non lo ha neppure concepito ma … sa già che è maschio, come si chiamerà, il giorno esatto in cui nascerà, il segno zodiacale, cosa farà da grande!
Penelope (Sardo): apparentemente ingenua, mai cresciuta, una sorta di “Alice nel Paese delle meraviglie”, fa la volontaria in un centro sociale ma … divora romanzi erotici. Il racconto avviene in unità di luogo e di tempo. Due ore decisive per le scelte delle tre ragazze. Si aiuteranno involontariamente a vicenda a capire un po’ meglio cosa significhi … “volere un figlio”.

- dalla scheda di presentazione della Compagnia

Penelope è il nome a cui la letteratura classica ha riservato un destino: quello tutto femminile di costruire la propria vita nell’attesa del compagno. A proiettare ai giorni nostri il carattere dell’eroina greca per indagare sull’attesa più dolce, quella di un figlio, ci pensa invece il teatro con  Smetti di piangere Penelope!  commedia diretta da Massimo Romeo Piparo. «L’elemento dell’attesa fa parte dell’indole sentimentale delle donne – spiega il regista – da giovani attendono il primo amore, col tempo si aspettano che arrivi un fidanzato, che diventi possibilmente un compagno di vita, e poi, superati i trent’anni, l’orologio biologico impone tra le priorità da considerare quella di un figlio. Ma non sempre la voglia di maternità coincide con la possibilità di diventare genitori». […] Banditi i filtri perbenisti e i giri di parole, lo spettacolo porta in scena l’universo femminile, diviso com’è tra l’esigenza di realizzarsi contemporaneamente sul piano professionale e privato […].

Natalia Distefano - Corriere della sera 1.4.2011

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